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Archivio per agosto 2009

Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio
 
Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri….
 
                                                        Fabrizio de Andrè             Le Nuvole  199o
 

 A volte hanno le forme più strane e mai uguali. Passeggiando le seguo con il naso all’insù, ma quelle che abbiamo osservato la sera del 13 agosto poco prima dell’imbrunire, non  le avevo mai viste. Dopo una minaccia di temporale il cielo si è rasserenato e nella luce rosata del tramonto sono comparse delle nuvole insolite dalla forma curiosa.   Alcuni giorni dopo è apparso su Repubblica un articolo di Luca Mercalli che ha dato spiegazione alla nostra curiosità.  “Cumulonimbus mammatus“  è  il nome scientifico delle nuvole dalla forma simile a  mammmelloni giganti.

    

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 Se anche a voi succede di fermarvi a osservare le nuvole entrate qui:    http://www.cloudappreciationsociety.org/gallery/

 

Questo l’articolo di Luca Mercalli su Repubblica :    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/08/19/inusuali-mammelloni-nel-cielo-del-canavese.html

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Agosto è il mese che associo alle pesche se devo scegliere un frutto e la pesca è un frutto bellissimo per la forma morbida e tonda e  per le sfumature di colore. Le sue origini sono lontane nel tempo e arrivano dalla Cina, dove circa 3000 anni fa, le pesche venivano rappresentate nelle pitture, nelle decorazioni su porcellana e nelle poesie. Il frutto era considerato simbolo di lunga vita e immortalita’.

 

Pesche sciroppate

Metodo n° 1

Occorrono:  4-5 pesche per un vaso quattrostagioni di 1 kg,  2 cucchiai di zucchero.

Lavate e asciugate delle pesche belle sode, spaccatele a metà o affettatele  in quarti. Se sono biologiche bene, altrimenti eliminate la buccia. Riempite il vaso con i quarti di pesca posizionati uno vicino all’altro e cospargete con 3 cucchiai di zucchero. Chiudete con la capsula il vaso e sterilizzate per 20 minuti. Lo zucchero si scioglierà in uno sciroppo.   

 

Metodo n° 2

 La prima parte della ricetta è uguale alla precedente , inutile riscriverla. Questa è la seconda parte: anzichè cospargere le pesche con lo zucchero si ottiene uno sciroppo mettendo a bollire per 10 minuti  1/2 litro di acqua con 4 cucchiai di zucchero. Quando il liquido è freddo  versatelo sulle pesche e  sterilizzate  il vaso per 20 minuti.  Con questo metodo si possono conservare le pere.

 A fine cottura  fate raffreddare e togliete  i vasi quando l’acqua è fredda. Si possono conservare parecchi mesi se li tenete in un luogo fresco e buio.

 

                                                    *                                          *                                    *             
 
 
 Non avendo foto, ho preferito inserire un bel dipinto
 
                                   Fede Galizia    (Milano 1578-1630)          Natura morta con pesche
 
 
 

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E’ una vecchia casa quella di campagna, dentro i suoi muri spessi è sempre fresco d’ estate. In cucina c’è una vecchia credenza, alcune pentole sono di alluminio e un pò ammaccate dall’uso ma perfette per cuocere crostate, una terrina un pò sbreccata veniva usata quando ero piccola per il latte appena munto. Nella cucina  di campagna si preparano conserve e marmellate, buonissimi gnocchi, persino un piatto di lumache catturate nell’orto.

Per me ha il fascino delle vecchie case che hanno accolto generazioni di bambini poi divenuti adulti e a loro volta genitori e poi vecchi, tutta una vita assieme alle piccole cose quotidiane (quando le ferie non esistevano e di vacanze non si parlava mai); quante cose potrebbero raccontare queste stanze…. Gente umile e laboriosa è vissuta qui, nonni e bisnonni mai conosciuti se non attraverso racconti e vecchie fotografie  ingiallite dal tempo, eppure ancora presenti.

 

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Viggo Johansen (Copenhagen1851-1935)    Kitchen interior    1884

Skagens  museum     Skagen ,Dk

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Anche dopo ferragosto le giornate continuano ad essere molto  calde. Volentieri si preferiscono  cibi freddi o grandi insalate come questo piatto fresco, leggero e veloce  da preparare per stare lontana dai fornelli. La feta è un formaggio molto saporito,  la mela granny smith è leggermente asprigna e il lime lega con il suo aroma intenso.

 

Feta, mela verde e lime

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Ingredienti

150 g di feta

la parte tenera di un sedano

1 mela granny smith

noci una decina

1 lime

Olio extravergine, pepe

Lavare e tagliare a pezzetti la parte tenera di un sedano. Sbucciare e tagliare a pezzetti una mela granny smith e unirla al sedano assieme a una decina di gherigli di noce sminuzzati e alla feta asciutta e sbriciolata . Condire con un filo d’olio , pepe e la scorza grattugiata di un piccolo lime. Non necessita di sale in quanto la feta è già salata.

 

per conoscere  la feta greca leggere  qui    http://www.taccuinistorici.it/ita/news/antica/formaggi-latte-uova/Feta-la-greca.html

 

notizie curiose su granny smith   qui    http://www.unamelaalgiorno.com/index.php?una-mela-al-giorno-varietà-di-mele_28/varietà-di-mele-la-granny-smith_39/

 

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Sere d’estate

Ieri sera il cielo era stellato, migliaia di stelle piccole  o più grandi e brillanti. Sono i giorni delle stelle cadenti, le Perseidi chiamate anche ”Lacrime di san Lorenzo”. Non ho visto scie luminose  cadere ma la volta stellata lassù era  uno spettacolo magico.

 

se questa sera volete stare con il naso all’insù a osservare le  stelle leggete     qui        http://it.wikipedia.org/wiki/Perseidi
                                                                                                            
                                                                 *                    *                     *   
        

Sensazione

Le sere azzurre d’estate, andrò per i sentieri,
Punzecchiato dal grano, a calpestare erba fina:
Trasognato, ne sentirò la freschezza ai piedi.
Lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.
Non parlerò, non penserò a niente:
Ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,
E andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro,
Nella natura, – felice come con una donna.
                                                                     
                                                         Arthur Rimbaud
                                                                                                      
Marzo 1870
 
 
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John Singer Sargent (Firenze 1856- Londra 1925)   pittore statunitense  
                       “Carnation, Lily, Lily, Rose”      (1885-1886)
                        Tate Gallery, London, UK

da    wikipedia

 

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                                                                                                 immagine google

La prugna è un frutto di origine asiatica molto antico e la varietà regina claudia ( reine claude ) assieme ai ramasin è quella che preferisco per la polpa soda, profumata e non acquosa. Questo è il periodo in cui maturano e al mercato sono in vendita sui banchi dei contadini.

Mi piace fare piccole quantità di marmellata con le diverse qualità di frutta, con queste dosi ho ottenuto tre vasetti di circa 200g. l’uno

 

 

Marmellata di prugne e semi di papavero

Occorrono:

1,8 kg di prugne  -  500 g di zucchero* -  1½ cucchiaino di semi di papavero

Lavate e asciugate le prugne, eliminate la buccia e snocciololatele, poi pesatele. Ponetele in una pentola di acciaio con lo zucchero e lasciate riposare per 10-12 ore, meglio tutta la notte. 

Cuocete a fuoco lento per circa 2 ore mescolando ogni tanto.   A fine cottura fate la prova del piattino, ovvero prendete un piattino freddo di frigorifero e versateci un cucchiaino di marmellata, aspettate qualche secondo e poi inclinatelo per vedere se la marmellata risulta abbastanza soda (non deve scorrere ma gelatinizzarsi).

Versate la marmellata in una terrina e unite i semi di papavero amalgamando bene. Fatela raffreddare poi mettetela in vasetti di vetro chiusi con le capsule (nuove); poneteli in una pentola coperti di acqua e fate sterilizzare per 20 minuti dall’inizio del bollore. Estraeteli quando l’acqua è fredda.

*Non amo il sapore troppo dolce della confettura, a piacere si può aumentare la quantità dello zucchero.

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Queste  prugne dolci e morbide  sono state dedicate a una regina,  Claudia di Francia (1499-15249) sposa di Francesco I, conosciuta come la “buona regina”

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“Bisogna parlare della signora Claudia di Francia, che fu molto buona e molto caritatevole, e dolcissima con tutti, né fece mai dispiacere ad alcuno della sua corte o del suo regno 

                                                                                    Pierre de Brantôme  
  
da wikipedia    
http://it.wikipedia.org/wiki/Claudia_di_Francia
 

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Una sera al castello

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 Una sera d’estate e un castello, quello di Racconigi ricco di storia, attorniato da un grande parco con laghi, boschetti e alberi secolari.  In un prato due scoiattoli ci osservano impauriti e svelti vanno a nascondersi tra i rami di un albero. Qui le cicogne sono di casa,  volano alto sopra di noi e i grandi vasi che ornano il  tetto del castello ospitano i loro nidi imponenti; una coppia batte rumorosamente il becco.

In questo luogo bellissimo immerso nella natura, tra le Serre reali e la margaria nell’ambito della manifestazione estiva il “Regio a Racconigi si è svolto lo spettacolo di danza “Suite de l’amour – La danse” e  ”Bolero” di Maurice Bejart con il “Bejart ballet Lausanne”. Bejart compose il balletto Bolero nel 1961 sulla musica di Ravel definendo quest’opera «una melodia d’origine orientale e non spagnola che si avvolge instancabilmente su se stessa, va aumentando in volume e in intensità, divorando lo spazio sonoro e inghiottendo alla fine la melodia».

Nella fresca serata di luglio la luna è alta nel cielo, lo spettacolo è emozionante, le cicogne pazienti attendono…

 

rsz_50780-3hbkqwc9g5mrp7r272e1(Il balletto delle cicogne)

 

      

 

  

http://www.ilcastellodiracconigi.it/ita/attivita/dwd/stagione_culturale_09.pdf

  immagini da Flickr

 

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