…vi è un’ora specialmente in cui bisogna andare ad ammirare il portale maggiore di Notre-Dame: è il momento in cui il sole, già volgente al tramonto, guarda quasi in faccia la cattedrale, e i suoi raggi, sempre più orizzontali, si ritirano pian piano dal selciato della piazza e risalgono a picco lungo la facciata, di cui mettono in risalto ogni prominenza, mentre il grande rosone centrale fiammeggia come un occhio di ciclope acceso dai riflessi d’una fucina.
da:
Notre-Dame di Parigi, Libro settimo ( Del pericolo di confidare il proprio segreto a una capra)
di Victor Hugo, 1832
L’ho vista a quell’ora, al tramonto; la vecchia Notre-Dame descritta da Hugo e quella di oggi, con la sua bellezza che un pò si perde in mezzo alla folla che entra ed esce, immortalata da macchine fotografiche e cellulari. Meglio tornare alla sera, quando i turisti affamati invadono il Quartiere latino e questo tratto dell’Ile de la Cité diviene più silenzioso e buio. Attraversiamo il ponte e dalla Senna sale un vento freddo che squarcia le nuvole e lascia intravedere le stelle. Questo è il cuore di Parigi, l’antica Lutezia e nel buio guardando gli imponenti palazzi illuminati della Conciergerie, le Palais de Justice e la guglia della Saint Chapelle per un momento, è come tornare indietro nel tempo nella Parigi dell’800 raccontata nei romanzi di grandi scrittori… Solo per un momento.
















Grazie per il commento al mio post sui biscotto di mosto. E complimenti per questo tuo su Parigi, che adoro e conosco (tra Notre Dame e la Rive Gauche… le mie zone). Mi piace questo posto, non ti perdo di vista,
Sabrine