

Occorrono: 5 mele, 1 fetta di zucca, 200 g di amaretti, 1 uovo, 1 cucchiaio di farina, 3 cucchiai di cacao, 5 cucchiai di zucchero, 1 cucchiaio di mandorle affettate.
Procuratevi una bella fetta di zucca e cuocetela in forno avvolta in alluminio (evitate di sbucciarla, lo farete dopo; tempo di cottura 30-40 minuti sotto il grill a seconda del tipo di zucca, io ho usato “marina di chioggia“). Pelate le mele, tagliatele a pezzi e fatele cuocere con pochissima acqua sino a che siano sfatte e asciutte. Togliete dal forno la zucca quando sia morbida (punzecchiatela ogni tanto con la forchetta per sentire la consistenza), schiacciatela in un colino per far uscire tutta l’acqua e frullatela assieme alle mele. Rimettete la purea in pentola e fatela asciugare ancora qualche minuto sul fuoco. Aggiungete zucchero, amaretti sbriciolati, uovo, farina cacao e le mandorle. Rimestate bene con il cucchiaio di legno. Foderate una tortiera con carta forno bagnata e strizzata o usate uno stampo di silicone (cm.24), versate l’impasto e livellate. Mettete in forno a 170° per 40 – 45 minuti.
Toglietelo dalla tortiera con attenzione e solo quando sia freddo, é un dolce morbido e potrebbe rompersi. In questo caso tagliatelo a pezzi irregolari poneteli su di un piatto e servitelo così.
Le mele giuste per questa torta sono le renette dalla polpa asciutta, bene anche le delizie gialle. Ho aggiunto la zucca che ci sta a meraviglia, anche una pera non ci starebbe male, poi le mandorle a scaglie in mancanza di mandorle del nocciolo di pesca della ricetta originale. Si può aggiungere all’impasto la scorza grattugiata di limone e cospargere di fiocchetti di burro prima della cottura in forno.
E’ un dolce della cucina contadina che ha molte varianti e come base fissa mele cotte amaretti cacao. E’ simile all ‘”Antica torta di mele piemontese“ conosciuta come “torta della nonna, torta monferrina“ o in dialetto piemontese “turta neira“, torta nera per la presenza di cacao, preparata un tempo con varietà di mele adesso introvabili poi cotta nel forno della stufa a legna, il potagé. Erano tante le varietà di mele antiche e fino agli anni ’50 del secolo scorso esistevano centinaia di qualità poi man mano abbandonate. Le mele del passato avevano nomi evocativi come Bella di Barge, Gamba fina, Calvilla bianca, Carla, Runsè (tradotto, cespuglio di rovi) Piatlin (piattino), Pum d’la Madona (mela della Madonna)… Alcune di queste varietà sono ora presidio SlowFood e vengono coltivate in agricoltura biologica e integrata.
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Apple Dumpings
George Dunlop Leslie (1835 – 1921), pittore vittoriano
Hartlepool Museum Service, Cleveland, UK















Intanto mi sono incantata davanti a questo dipinto…e poi complimenti per la ricetta….sono belle ste ricette della tradizione che non fan perse ma come fai tu tramandate!:)
buon fine settimana
terry
http://crumpetsandco.wordpress.com/
[...] Vai a vedere articolo: Torta di mele, zucca e cacao da un'antica ricetta contadina … [...]
Salve Guglielmina. Mi chiamo Betty e sono amica di suo figlio Luca, e Mary. Mi trovo a casa loro adesso, e mi hanno fatto assaggiare una sua torta al cioccolato che trovo meravigliosa, le sarei davvero grata se mi desse la ricetta! E’ possibile?
Grazie, buona serata. Betty.
@elisabetta
Sono contenta che ti piaccia la mia torta, ti posso dare la ricetta quando vuoi, chiamami. A breve la pubblicherò sul blog.
Buona serata a te
guglielmina
E’ la torta della mia infanzia, quando le zie del paesino facevano la gara per regalarmi la più buona. Tante me ne hanno regalate loro, quante ne ha bruciate mio papà prima di imparare a farla in modo impeccabile. E’ la torta di Pasqua, della primavera, in cui si usano tutti gli avanzi dell’inverno, zucca,castagne secche, mele etc. Dicono che la migliore era quella di mio zio Pippo, il panettiere del paese, fatta con gli avanzi di tutte le torte delle famiglie che le portavano a cuocere nel suo forno.