L’inverno con le sue ombre lunghe sa essere crudele, a volte una scheggia di ghiaccio ci colpisce al cuore, dolorosamente. Febbraio sta finendo, il mese più breve è stato molto lungo, freddo e buio.
Ora guardandomi intorno, vedo gemme cotonose avvolte dal sole, che svelano promesse di gioia e di nuova vita …

VIVERE è, insieme accumulo e perdita. Incontrarsi e dirsi addio. Volti, nomi, storie, sentimenti, persone. Ci vengono incontro, ci affiancano, ci accompagnano per un tratto di strada; poi se ne vanno, prendono altre vie, altri sentieri; a volte si fermano, e rimangono lì e ci guardano allontanarci e diventare sempre più piccoli, sempre più distanti, mentre proseguiamo il cammino e spesso neppure ci voltiamo indietro, presi da mille pensieri, gli occhi e la mente intenti alla prossima meta. Ma ci lasciano, tutti, qualcosa. Un fardello piccolo o grande, prezioso sempre; ci lasciano il balsamo misterioso e dolcissimo dell’assenza.
L’assenza è una voce che non sentiremo più, eppure ci parlerà dal profondo del cuore nell’ora più buia, nel giorno più difficile. L’assenza è una mano che puoi stringere forte quando ogni altra mano ti sfuggirà e il coraggio parrà venirti meno. L’assenza è un ricordo che a chiunque – ma non a te – parrà banale, è una fotografia in bianco e nero, una frase che contiene un mondo, una cantilena imparata non sai più quando e dove, un sorriso, un’amarezza seppelliti nella memoria. E’ una sera d’estate con le nuvole alte nel cielo, antichi re delle fiabe che partono per l’esilio; è una strada ripercorsa tante volte, è il Natale come lo aspettavamo da bambini, un giardino misterioso come la giungla nera, un pomeriggio giocato all’ombra di un cortile, mitologia quotidiana, lessico familiare, epopea domestica.
L’assenza è il tempo che ti pareva inesauribile e invece non c’è più, il tempo per tutto ciò che non hai saputo dire, che non hai potuto fare; è il rimorso per un bacio mai dato, per una lettera non spedita, per le parole inutili e i silenzi crudeli. E’ l’amore che ti porti dentro, è quello che resta quando tutto finisce. Il rendiconto ultimo, il significato del vivere.
Gabriele Ferraris, L’ASSENZA














Bellissimo questo articolo, è perfetto per il momento che vivi:
“E’ l’amore che ti porti dentro, è quello che resta quando tutto finisce”. Cerca di ricordare tutti i momenti belli passati insieme. Lei ti proteggerà, resterà sempre vicino a te. Un abbraccio forte forte.
Anche quando tutto finisce il filo sottile che lega madre e figlia non si spezza mai. Il tempo per stare insieme, anche se è stato lungo, è sempre troppo breve e ci si ritrova improvvisamente molto fragili. Un abbraccio anche a te.
La dedico alla mia mamma che non c’è più, ma che è sempre rimasta con me: “è una voce che non sento più, eppure mi parla dal profondo del cuore nell’ora più buia, nel giorno più difficile, è una mano che posso stringere forte quando ogni altra mano mi sfugge e il coraggio mi viene meno”. Stefania
@Stefania
E’ consolante sentirli vicini, i nostri cari che non ci sono più. Questo scritto lo trovo bellissimo.
Grazie del tuo passaggio qui
Molto bella complimenti! l’ho condivisa e dedicata ad una cara amica che non c’è piu’ che proprio in inverno proprio nel freddo e gelido Febbraio di 2 anni fa si stava spegnendo piano piano, ma che ha lottato ed ha trasmesso a chi l’amava, la voglia e la gioia di VIVEVERE ….Il suo ricordo non morirà MAI.
@Teresa
Grazie del tuo commento