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Archivio per giugno 2011

 

Un bulbo di amarillys comprato al Bloemenmarkt di Amsterdam, è fiorito, un pò a sorpresa , fuori stagione. Due grandi corolle rosso sgargiante, quasi un annuncio di infuocati giorni d’estate che verranno.

 

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Qui, sulle bancarelle galleggianti del Bloemenmarkt, ho trovato esposte tutte le specie di bulbi tuberi rizomi, ma non solo.  Piante grasse, molte varietà di semi, mazzi di fiori freschi e fiori secchi e molto altro, sono in vendita al mercato dei fiori  sul canale Singel. E’ un posto particolare che attira molto i turisti, i  prezzi  sono decisamente ragionevoli, e per chi ama i fiori è un vero paradiso.

A casa intanto, è  fiorito l’amarillys, con due bellissime corolle rosse.

 

Bloemenmarkt

Singel,  508, Amsterdam

 

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Amsterdam, città splendida e diversa. I canali, l’acqua, le case, il cielo cangiante con squarci di azzurro e nuvole bianche, la luce intensa. E poi le strade del centro brulicanti di gente, e  gente in bicicletta che sfreccia veloce e ti sfiora, quasi  travolge chi come noi, ha poca dimestichezza con le piste ciclabili…E biciclette, a migliaia, parcheggiate ovunque. I fiori e l’erba dei parchi, di un verde così tenero che qui ce la sogniamo, e mamme giovani con adorabili bambini biondi.

Il nostro girovagare ci porta tra le stradine lastricate del Jordaan, tra brocante e antiquari, negozi di design, librerie e  bruine cafè, i caffè bruni, così vecchi e affascinanti con gli interni scuri di legno o anneriti dal fumo. Un quartiere dedicato ai fiori, Jordaan dal francese jardin. I  canali e le strade hanno nomi fioriti. Bloemgracht, Canale dei fiori e Egelantiersgracht, Canale della rosa selvatica. Goudsbloemstraat è Via delle calendule e Tuinstraat, Via del giardino. Nomi difficili e impronunciabili.

Dalla strada, attraverso un vicolo stretto entriamo nell’Anslo Hofije, un piccolo cortile silenzioso in mezzo alle case piccole e strette. Un cartello invita al rispetto della quiete e di chi vi abita.  Gli (le) hofijes sono luoghi caratteristici che si trovano un pò ovunque in città, e in particolare in questo quartiere. Sono le case-ospizio con giardino interno del XIV e XV secolo, fatte costruire per le persone anziane e sole, da ricchi mercanti generosi dell’epoca, che lasciavano incisi i loro nomi su di una pietra posta all’ingresso, per essere ricordati anche dopo la loro morte.  Ora  molte di queste case sono state trasformate in alloggi per studenti. 

Altri piccolissimi giardini, ma a volte solo una rosa rampicante o un gelsomino, ornano graziosamente la facciata delle case.

 

 

 

Anslo o Claes Claesz Hofije                                                                                          Egelantiersstraat 26, Amsterdam

Chris  (bruine cafè datato 1624)                                                                                                   Bloemstraat 42, Amsterdam

 

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Sono fioriti i lilium. Sfidando gli acquazzoni  giornalieri delle ultime settimane, i gigli sono splendidi nel loro portamento elegante, dritto e fiero. Quelli senza sostegno s’incurvano fino a terra sotto il peso dell’acqua sulle corolle. I fiori grandi, rosso aranciato, e quelli bianchi e odorosi del Lilium candidum, l’inconfondibile giglio di Sant’Antonio, dal profumo dolce che attira api e bombi. Sono fiori un pò fuori moda, peccato vederne sempre pochi nei giardini.

 

Curiosità: la coltivazione di questo fiore era in uso già nell’antica Grecia dove era considerata pianta sacra ad Era, dea della purezza. Il giglio bianco è un antico e assai diffuso simbolo di luce e di fecondità. Nell’iconografia cristiana, è simbolo di purezza e castità e viene associato alla Madonna. Questa specie inoltre è l’emblema di S. Antonio di Padova.

«E’ il fiore più vicino alla rosa per rinomanza e per l’affinità del profumo e dell’olio che se ne ricava, detto lilino» scrive Plinio. «Nessun fiore cresce più alto…ha il collo lungo sempre languido, incapace di sostenere il peso del capo. E’ di un candore straordinario…»

                                                                    da Florario, Alfredo Cattabiani     Mondadori ed. 

 

 

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Fede Galizia (Milano? 1574-1630)
Ciliegie in alzata d’argento
Wallace e Wilhelmina Cole Holladay Collection, Washington DC
 
 
 
 
Giovanna Garzoni  (Ascoli Piceno, 1600 – Roma, 1670)
Piatto con ciliegie
Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Firenze
 
 
 
 
Louise Moillon (Francia, 1610–1696)
Une coupe de cerises, prunes et  melon, 1633 
Parigi,  Museo del Louvre
 
 
 
 
Louise Moillon
Nature morte avec cerises, fraises et groseilles, 1630
Norton Simon Museum of Art, Pasadena
 
 
 
 
 (particolari)
 
 
Rosseciliegie succose.
L’Arte della pittura al femminile.
Nel ’600 donne pittrici di straordinario talento, quasi contemporanee, in luoghi geograficamente differenti, ritraggono ciliegie.
 
 
Il tempo delle ciliegie
Quando canteremo il tempo delle ciliegie
e l’allegro usignolo e il merlo scherzoso
faranno festa
Le belle avranno la follia in testa
e gli innamorati il sole nel cuore.
Però è così breve il tempo delle ciliegie
dove si va insieme a cogliere sognanti
come orecchini pendenti…
ciliegie d’amore uguali ai vestiti
che cadono sulle foglie come gocce di sangue.
Ma è così breve, il tempo delle ciliegie,                                                           
pendenti di corallo che cogliamo sognando!                                                  
Quando sarete al tempo delle ciliegie
se temete le pene d’amore, evitate le belle.
Io che non temo le pene crudeli
non vivrò senza un giorno soffrire.
Amerò sempre il tempo delle ciliegie.
E’ di quel tempo che porto nel cuore
una piaga aperta,
e dama fortuna che tanto mi ha offerto
non ha mai potuto calmare il dolore.
Amerò sempre il tempo delle ciliegie
ed il ricordo che conservo nel cuore!
 
Le temps des cerises 
Quand nous chanterons le temps des cerises
Et gai rossignol et merle moqueur
Seront tous en fête
Les belles auront la folie en tête
Et les amoureux du soleil au cœur
Quand nous chanterons le temps des cerises
Sifflera bien mieux le merle moqueur
 

Mais il est bien court le temps des cerises
Où l’on s’en va deux cueillir en rêvant
Des pendants d’oreilles
Cerises d’amour aux robes pareilles
Tombant sous la feuille en gouttes de sang
Mais il est bien court le temps des cerises
Pendants de corail qu’on cueille en rêvant

Quand vous en serez au temps des cerises
Si vous avez peur des chagrins d’amour
Evitez les belles
Moi qui ne crains pas les peines cruelles
Je ne vivrai pas sans souffrir un jour
Quand vous en serez au temps des cerises
Vous aurez aussi des peines d’amour

J’aimerai toujours le temps des cerises
C’est de ce temps-là que je garde au cœur
Une plaie ouverte
Et Dame Fortune, en m’étant offerte
Ne saura jamais calmer ma douleur
J’aimerai toujours le temps des cerises
Et le souvenir que je garde au cœur

 

 Jean-Baptiste Clément

 

Le temps des cerises fu composta nel 1867 da Jean Baptiste Clement come canzone popolare francese. Divenne poi, nel 1871 l’inno dell’insurrezione della Comune di Parigi, nonostante le parole non abbiano nulla di rivoluzionario, anzi parlano d’amore e di speranza.

 

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E’ sempre troppo breve il tempo delle ciliegie, e dopo aver raccolto un cestino di  visciole asprigne, che qui chiamiamo griotte (come in Francia, griottes), m’è venuta voglia di fare un dolce. Da Cuisine campagne ho preso la ricetta del Clafoutis aux cerises acides, con ciliegie rigorosamente non snocciolate per preservarne tutto il sapore, come prevede il clafoutis del Limousin  (se avete ospiti avvisateli,  potrebbero avere una brutta sorpresa!). In questo modo il succo non inzuppa la pasta che è rimasta intatta acquistando un leggero colore rosato. L’acidità delle ciliegie si stempera nella dolcezza dell’impasto e dona un sapore piacevole.

 

Nota. Le  visciole o griotte non si trovano, se non raramente, in commercio. Se vi è possibile raccoglietele sulla pianta, o su quella del vicino. Oppure fate la torta con ciliegie dolci. 

 

 

 

Ingredienti:    600 g di ciliegie non snocciolate, 2 uova, 80 g di zucchero semolato, 125 g di farina, 330 cl di latte intero, 1 cucchiaio di rum, un pizzico di sale, qualche fiocchetto di burro, 2 cucchiai di zucchero di canna.

Lavate e asciugate le ciliegie togliendo il gambo ma non il nocciolo

In una terrina sbattete le uova con lo zucchero e un cucchiaio di rum (ho usato del cognac). Aggiungete il latte, la farina setacciata e un pizzico di sale. Otterrete un impasto fluido

Imburrate una teglia versate l’impasto e poi le ciliegie

Cuocete in forno già caldo a 170° per circa 30 minuti, poi aggiungete dei fiocchetti di burro e cospargete con lo zucchero di canna. Fate cuocere ancora 10 minuti

Ho usato uno stampo in alluminio e la torta cuocendo si è gonfiata fin quasi a uscirne fuori, per poi sgonfiarsi dopo la cottura.

In sostituzione di uno stampo grande si possono usare decorativi stampi monodose

 

 

 

 

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E’ affascinante la casa delle farfalle del giardino botanico, una serra climatizzata che ospita molte piante tropicali oltre a quelle carnivore e acquatiche.

Nella serra volano centinaia di farfalle. Esse depongono le  uova sulle piante  presenti: alberi di cacao, tè, riso, le piante di pepe e la canna da zucchero. I piccoli bruchi vengono prelevati e fatti crescere in una serra separata, come in una piccola nursery. Appena le farfalle escono dallo stato larvale, vengono liberate nella serra, che è veramente un ambiente speciale avvolto nel verde dove le farfalle nascono, vivono e volano liberamente, posandosi sui fiori o sulle  foglie e sul cibo lasciato loro a disposizione. Piatti con pezzi di banana e  fettine di arancia messi qua e là sembrano molto graditi, e forse attirate dagli odori e dai colori dei visitatori, le farfalle si posano sui nostri capelli sui vestiti e sulle mani. Si riesce a osservarle e fotografarle da vicino, alcune sono grandi e hanno colori vivaci. I visitatori della serra sono numerosi,   quelli più interessati e affascinati sono soprattutto i bambini.

 

sul dito di un bimbo…

…e sulla mia mano 

 

 

Gloriosa o giglio rampicante, esotica e bellissima pianta, fiore nazionale dello Zimbabwe 

 la carnivora Nephentes, sarà innocua per le farfalle?…

 
Hortus Botanicus Amsterdam
Plantage Middenlaan 2a, Amsterdam
 

 

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Nelle serre del giardino botanico sono ospitate le piante tropicali.  Una grande e avveniristica serra, a volta molto alta,  ricrea un incredibile ambiente umido e afoso, quasi soffocante, a tre climi differenti per temperatura e umidità, con piante subtropicali, tropicali e desertiche.

Palm house, la serra delle palme costruita nel 1912, contiene una ricca collezione di cycas e ospita una palma cicadea di oltre 300 anni.

 

 

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Tra i viottoli del giardino lui è di casa…e molto fotografato 

 

 

 

 

 

 

Due ore piacevoli e rilassanti di un pomeriggio tra nuvole e sole, le ho trascorse nell’Orto Botanico,  tra i vialetti di piante aromatiche e officinali, piante ornamentali, serre climatizzate e una bellissima casa delle farfalle,  PalmHouse, piante rare, cactacee e carnivore.

L’orto venne creato nel 1600 per coltivare piante officinali adatte allo studio e  alla cura delle malattie. Favorito dall’espansione coloniale olandese del XVII e XVIII secolo, arricchì le sue collezioni con rare specie esotiche portate in Olanda dalla  VOC, Compagnia delle Indie orientali.  L’area verde in cui vivono ora le 6000 piante di 4000 specie diverse, è curata e divisa in zone, delimitata da un canale con un bel ponte in ferro, un laghetto e piante acquatiche.

 
 
Hortus Botanicus Amsterdam

Plantage Middenlaan 2a

orario visite: 9 – 17

tram: 9  -  14

 

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