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Archive for the ‘libri e letture’ Category

 

 

 

Ida Bohatta è stata scrittrice e illustratrice austriaca di libri per l’infanzia… e  per gli adulti che portano l’infanzia dentro di sè.
Dotata di grande talento scrisse molti libretti di fiabe poesie e racconti. Le tenere e delicate illustrazioni dichiarano il suo amore per la natura e gli animali
Alcuni  dei suoi libri tradotti in italiano sono usciti qualche anno fa dalla casa Editrice Piccoli di Milano

Ida Bohatta-Morpurgo (Vienna 1900-1992)

Immagini da flickr qui

 

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In questo libro per i bambini, Racconti d’inverno, dove gnomi folletti e fate dell’inverno danzano allegramente nella neve.

“Ein wintermarchen”, edizione del 1954, illustrato da Ernst Kreidolf (1863-1956) pittore e disegnatore di libri per l’infanzia.

altre immagini  qui

 

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Cucino poco in questo periodo, e non per mancanza di tempo, anzi.  E’ un momento di stanchezza e in attesa di nuovi entusiasmi culinari vi lascio questa torta che avevo preparato tempo fa assieme al post che pubblico adesso.

E’ un dolce molto veloce da preparare. Nella ricetta originale viene usata solo farina di frumento,  io  ho messo invece metà frumento e metà farro. E ho usato le mele della provvista invernale, già un pò vizze e  per questo ancora più dolci. La torta è riuscita bene, la farina di farro dà una piacevolezza rustica nella consistenza morbida e nel sapore.  Provatela a colazione, a una merenda con le amiche, o dopo  una passeggiata. Accompagnatela con una tazza di tè o caffè e godetevi un momento di dolcezza.

 

Ingredienti:  150 g di farina di farro e 150 g di farina di frumento 00, 200 g di zucchero di canna integrale, 2 uova, 1 limone bio, 5 cucchiai di olio di girasole o mais, 100 ml di succo di mela (1 bicchiere), 1 bustina di lievito, 3 mele grandi o 4 piccole + mezza per guarnire.

Versate nel mixer le farine, lo zucchero, le uova intere, l’olio,  il succo di limone e la buccia grattugiata e in ultimo il lievito. Frullate. Diluite con il succo di mela per ottenere un impasto fluido.

Sbucciate le mele ( golden o altro) , tagliatele a pezzi grandi poi sminuzzatele fini con un coltello o passatele grossolanamente al mixer.

Aggiungetele all’impasto e mescolate.

Versate in una tortiera imburrata o rivestita di carta forno di 23 cm. di diametro. Livellate. Tagliate a fette sottilissime una mezza mela e decorate la superficie.

In forno caldo a 170° per  40- 45 minuti.

Sfornate, fate raffreddare. Spolverizzate  di zucchero di canna o lucidate la superficie con confettura o gelatina intiepidita e diluita con un cucchiaio d’acqua.

 

 

«…entriamo in cantina. E subito ci colpisce. Le mele sono lì, allineate sui graticci […] L’odore delle mele è un’onda travolgente. Come avevamo potuto fare a meno per tanto tempo di quest’infanzia aspra e dolce?» Philippe Delerm, La prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri della vita.

 

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La mela è il frutto più comune che possiamo mangiare ogni giorno e che troviamo in ogni stagione dell’anno.  Il Libro delle mele, da cui ho tratto la ricetta, è dedicato a questo frutto antico che ci accompagna da sempre,  carico di storia e di simboli, con riferimenti alla botanica, alle varietà, al modo di coltivare e conservare le mele sin dai tempi antichi. Notizie e curiosità sulla simbologia, sui detti popolari, nella pittura e nella letteratura. L’ultimo capitolo riguarda la cucina con le ricette dolci e salate, le bevande (liquori aceti e  sidro),  i rimedi naturali e la cura della persona.

 

Si utilizzano le bucce di mela per  queste  «Ricette per i tempi di crisi […] Infuso di bucce di mele. Si prendano delle bucce pulite e non maculate ( si possono usare anche i torsoli purchè siano sani) e si facciano seccare nel forno o sul termosifone, poi si tritino e si conservino chiuse in un sacchetto in un posto asciutto. Da queste bucce tritate, messe nell’acqua fredda e fatte bollire per cinque minuti si ottiene un infuso chiaro avente un forte gusto di mela, che potrà nelle fredde sere d’inverno sostituire il tè cinese.» Grazia, dicembre 1941

Voi sapevate del burro di mele? Io non lo conoscevo e mi incuriosisce questa sorta di melassa descritta come ...composta molto densa e scura che viene spalmata sul pane. Sono numerose le versioni di questo prodotto, detto apple butter in America, dove arrivò portato  dai coloni olandesi, sirop de Liege in Belgio, apfelkraut in Germania e vin cuit in Svizzera. Il burro di mele viene cotto a lungo finchè non diventa denso e non assume un color caramello[…].

 

 

  

 

 

Giuliana Lomazzi,  Il libro delle mele

Collana “Il lettore goloso” a cura di Allan Bay

ed. Ponte alle Grazie, 2009

 

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L’immagine che rappresenta il Natale è tratta dal libro Weihnacht, pubblicato a Vienna nel 1922 e illustrato da 14 immagini litografiche eseguite da nove ragazzine non ancora quindicenni allieve della Kunsterweberschule (Scuola di artigianato artistico) di Vienna diretta da Franz Cizek  (1865-1946), pittore, grafico e pedagogo, innovatore dell’insegnamento artistico per la gioventù.        ….qui

Auguri di Buon Natale a tutti!

 

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Il suo nome, che deriva dal greco chrysòs (oro) e ànthemon (fiorente) significa letteralmente fiorente d’oro, ad indicare la sua luminosità. In Oriente viene definito il fiore della vita e della felicità ed è usato per festeggiare matrimoni e compleanni.  La coltura del crisantemo, praticata in Cina fin dal 500 a.C., ebbe  la sua massima diffusione a partire dal X° secolo in Giappone, dove è considerato fiore nazionale, ed ogni anno l’imperatore apre i giardini della sua reggia per esibire le nuove e le antiche specie che qui vengono coltivate.

Da noi i crisantemi, a causa della loro fioritura autunnale, sono considerati i fiori dei morti, usati in questi giorni per ornare le tombe nei cimiteri. Ma sono fiori bellissimi dai colori allegri e luminosi, che sanno ravvivare il giardino e la nostra casa.

Giunti in Europa alla fine del 1700, nell’800 si diffuse la coltivazione e la moda di introdurli nei salotti parigini, come ci racconta Marcel Proust descrivendo il vestibolo della casa di Odette: “…. bordato in tutta la sua lunghezza da una cassetta rettangolare nella quale fiorivano come in una serra una fila di grandi crisantemi ancora rari a quell’epoca, ma ben diversi tuttavia da quelli che gli orticultori riuscirono ad ottenere più tardi. A Swann non andava a genio la moda di cui dall’anno prima godevano i crisantemi, ma questa volta aveva provato piacere nel vedere la penombra zebrata di rosa, d’arancione, di bianco dai raggi odorosi di quegli astri effimeri che s’illuminano nei giorni grigi.”    (Marcel Proust, Dalla parte di Swann)

Crisantemi anche in cucina. Da tempo immemorabile in Corea si usano i petali secchi dei crisantemi gialli per preparare tisane. In Giappone questi fiori sono venduti abitualmente nei negozi di verdure, in quanto entrano in numerosi piatti;  nella cucina giapponese sono  utilizzate,  lessate e condite un po’ come gli spinaci, le tenere foglie del Chrysantemum coronarium, verdura coltivata in tutto il territorio. Un piccolo crisantemo giallo, commestibile, si trova sovente come decorazione nei piatti di sushi e sashimi.

 

 

 

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” Che meraviglia tornare a casa: mia figlia, i cani, le scodelle di panna del Devonshire, e poi le mele, i bagni…Sospiro,  estasiata.”    

  

E’ stata una scelta casuale, dettata dal titolo curioso e dalle immagini di copertina, poi sfogliandolo mi è piaciuto subito Creme&crimini, libro di ricette dedicato ai romanzi di Agatha Christie, grandissima scrittrice di  gialli che  nei suoi racconti si divertiva a spargere veleno nei cibi prelibati,  dove una semplice tazza di tè poteva essere fatale.  

C ‘é  affinità tra libri gialli, thriller e buona cucina, dai piatti raffinati di Nero Wolfe alle ricette di Pepe Carvalho agli arancini di Montalbano,  senza scordare le torte di mele di Miss Marple o i patè del commissario Maigret. Il cibo come passione é un filo che accomuna il personaggio del libro al lettore e che Jeffery Deaver nella presentazione del libro così ci spiega:     

” Esiste un curioso legame tra la scrittura di gialli e il cibo. Uno dei modi migliori per creare questo collegamento è trovare una passione comune ai due partecipanti, lettore e personaggio. E il cibo risponde perfettamente allo scopo. A molti di noi piace cucinare, e tutti quanti amiamo riunirci a pranzo o a cena con amici e parenti. Quale via migliore, per entrare nei nostri cuori, del piacere universale della cucina e della tavola?”     

Creme&crimini. Ricette deliziose e criminali di Agatha Christie  scritto da François Riviere  e Anne Martinetti  scrittrice e super cuoca, è un  libro  piacevole, originale e curioso, che ci riporta all’Inghilterra d’inizio secolo (‘900) e ai suoi riti, il breakfast il tea time e i picnic, tutti molto amati dalla Christie. E’ il racconto (corredato di belle fotografie del paesaggio inglese) di una donna straordinaria che amava la vita, il cibo e le cose buone, dei suoi lunghi viaggi per il mondo e della sua gioia di vivere, che così descrive a un’amica il suo ottantesimo compleanno: Picnic sulla landa con cinque cani e poi una cena super! avocado all’aceto, aragosta alla panna, gelato di more e more fresche con molta panna, e – che delizia! – un orcio di vera panna per me e champagne per gli altri…”     

Un libro di deliziose ricette della tradizione anglosassone dal Christmas pudding al Cake al sidro del Devonshire alla Crema al tè,  semplici da preparare, ognuna accompagnata dalla citazione ad un romanzo.    

 “Sebbene Poirot detestasse il rituale del tè, che gli impediva di gustare col dovuto rispetto il pasto supremo, la cena, aveva finito per abituarsi a quell’abitudine tipicamente britannica. In quella circostanza, il maggiordomo George, sempre pieno di risorse, aveva tirato fuori dalla manica grandi tazze, tè indiano fortissimo, crumpets caldi e imburrati, pane, marmellata e un ricco plum-cake.”    

                                                Poirot si annoia  (da Creme&crimini)    

     

 

Un consiglio. Gustatelo adagio (il libro ma anche  il cake),  sfogliatelo seduti in poltrona o all’ombra di una pianta in giardino, con accanto una tazza di tè.   

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Altra interessante ricetta di cake al limone l’ho trovata in  Cuisine campagne un blog che leggo spesso.  Prendendo spunto dalle due ricette  ho preparato questo cake.     

  

 Cake al limone e lemon curd

 

Ingredienti per il cake:  3 uova, 180 g di zucchero di canna biondo, 100 g di burro, 80 g di yogurt, 2 limoni bio, 280 g di farina, 1 bustina di lievito, un pizzico di sale.      

In una terrina  setacciate insieme farina e lievito e aggiungete un pizzico di sale.      

Tagliate il burro a pezzetti e fatelo fondere in un pentolino. Lasciate raffreddare.      

Lavate e spazzolate i limoni, sbucciateli togliendo solo la parte gialla, poi tagliateli a metà, spremeteli e filtrate il succo con un colino. Tagliate a julienne fine la scorza gialla, mettetela in acqua bollente per un minuto, scolatela e asciugatela.      

In una seconda terrina sbattete le uova con lo zucchero sino a che diventino bianche e spumose. Aggiungete lo yogurt, il burro sciolto, il succo e la scorza dei limoni.      

Aggiungete la miscela secca di farina all’impasto liquido mescolando bene.      

Rivestite di carta forno uno stampo da plumcake e versate l’impasto. Fate cuocere in forno già caldo a 180° per 45 minuti.      

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Creme&crimini  inserisce questo cake nel tea time di Miss Marple e consiglia di gustarlo tiepido o freddo accompagnandolo con marmellata o confettura di limone. Può andar bene anche una crema di limone come l’inglesissimo  lemon curd.      

        

      

       

       

  

Ingredienti per il Lemon curd:  2 limoni grandi, 3 uova, 100 g di burro, 200 g di zucchero      

Lavate e spazzolate i limoni, grattugiate la buccia, tagliateli a metà e spremeteli. Filtrate il succo in un colino e versatelo in un pentolino che metterete su un bagnomaria.  Quando il succo è tiepido versate lo zucchero e fatelo sciogliere, poi incorporate il burro a pezzetti e fatelo sciogliere lentamente facendo attenzione che il pentolino non sia a contatto con l’acqua calda che non deve bollire. Sbattete bene le uova e filtratele attraverso un colino per eliminare i filamenti bianchi. Versatele nel pentolino, sempre mescolando con un cucchiaio di legno sino a che la crema si rapprende e vela il cucchiaio. Quando diventa morbida e cremosa toglietela dal bagnomaria e fatela raffreddare. La crema si può conservare mettendola in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, si sterilizza 20 minuti e si tiene in frigorifero.      

  

La ricetta del lemon curd è presa da   qui         

    

      

Notizie interessanti su lemon curd  le trovate   qui    (Wikipedia)      

       

il libro:      

Creme&crimini,    Anne Martinetti  e François Riviere  2006 Sonzogno ed.      

     

Agatha Mary Clarissa Miller, Lady Mallowan  nota come Agatha Christie (Torquay  1890 – Wallingford 1976 )    

“If  Iwas born once again i would like to be a woman – always! ( se nascessi un’altra volta vorrei essere una donna  – sempre!)”

                                    Agatha Christie, La mia vita, 1976     

 
 

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…La neve verrà leggera come piccole piume d’oca, soffermandosi prima sugli alberi, quindi filtrerà tra i rami posandosi infine sui cortinari gelati, sugli arbusti di mirtillo, sul muschio come velo di zucchero su una torta. Le lepri, i caprioli, i cervi staranno immobili a guardare il nuovo paesaggio. Le volpi dentro la tana spingeranno fuori il naso per fiutare il nuovo e antico odore che ritorna. Ma quando sarà tutto bianco, si ricorderanno gli scoiattoli dove hanno nascosto le provviste? Il vecchio urogallo dello Scoglio del Tasso volerà sull’abete dove generazioni della sua famiglia hanno aspettato la primavera nutrendosi delle sue foglie. Il bosco sarà immerso in un tempo irreale e io andrò a camminarci dentro come in sogno. Molte cose mi appariranno chiare in quella luce che nasce da se stessa.

 Verrà, verrà il caro scricciolo sulla catasta di legna ad annunciarmi la prima neve come quando ero ragazzo con il suo tictictic ripetuto più volte, e il suo campanellino nascosto nella gola si sentirà anche lassù dove le nuvole compatte e bianche aspettano il segnale.

  

  lettura da: 
  “Inverni lontani”     di      Mario Rigoni Stern  

  1999   Giulio Einaudi editore

 

 

                    *                                           *                                          *

 

 

  

“Je vais dans la campagne qui est si belle ici, que je trouve peut-être plus agréable encore l’hiver que l’été.”                        Claude Monet 

 

                          Claude Monet    (Paris 1840 – Giverny 1926) 

                                                  La pie,   1868-1869

                                                  Musée d’Orsay, Paris

 

http://www.musee-orsay.fr/it/collezioni/catalogo-delle-opere/notice.html?no_cache=1&nnumid=715

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