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Archive for the ‘poesie e haiku’ Category

 

 

 

 

 

E attraverso i papaveri danzanti
alla mia anima arrivava
una brezza che con tocco
soave la cullava

              John Keats

 

Questo è un anno di papaveri, la nostra
terra ne traboccava poi che vi tornai
tra maggio e giugno, e m’inebriai
d’un vino così dolce così fosco…

Attilio Bertolucci, I papaveri  (da: Viaggio d’inverno)

 

incantevole
papavero di maggio
gioca il colore

                                              Papavero di campo, haiku del 9 di maggio 2012  * 

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[…]Ed erra l’armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
Sì ch’a mirarla intenerisce il core.  […]

                                                               Giacomo Leopardi, Il passero solitario

 

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La Neve che mai si accumula –
La transitoria, fragrante neve
Che arriva una sola volta l’Anno
Morbida s’impone ora –
Tanto pervade l’albero
Di notte sotto la stella
Che certo sia il Passo di Febbraio
L’Esperienza giurerebbe –
Invernale come un Volto
Che austero e antico conoscemmo
Riparato in tutto tranne la Solitudine
Dall’Alibi della Natura –
Fosse ogni Tempesta così dolce
Valore non avrebbe –
Noi compriamo per contrasto – La Pena è buona
Quanto più vicina alla memoria –

F1155 – J1133 (1869-1868)

The Snow that never drifts –
The transient, fragrant snow
That comes a single time a Year
Is softly driving now –
So thorough in the Tree
At night beneath the star
That it was February’s Foot
Experience would swear –
Like Winter as a Face
We stern and former knew
Repaired of all but Loneliness
By Nature’s Alibi –
Were every Storm so sweet
The Value could not be –
We buy with contrast – Pang is good
As near as memory –

Emily Dickinson

 

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L’abbiamo tanto aspettata che alla fine è arrivata.  Finalmente l’inverno! Neve candore e silenzio solo per oggi che è domenica e si può guardare la neve che scende dai vetri di casa. Domani ci saranno disagi, ma le scuole sono chiuse e i bambini contenti.

 

Tremante di freddo è
arrivata col primo fiocco
la neve stamattina. Di gioia
mi ha pulito il cuore

                                 Sonoqui

  

 

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Un piccolo giardino,
Fragrante e pieno di rose.
Il viale è stretto,
Lo percorre un piccolo bambino.

Un piccolo bambino, un dolce bambino,
Come quel fiore che sboccia.
Quando il fiore arriverà a fiorire
Il piccolo bambino non ci sarà più.

 

     Poesia di  Franta Bass, bambina di Terezin

nata a Brno nel 1930, deportata nel lager di Theresienstadt (Terezín) nel 1941, morta ad  Auschwitz il 28 ottobre 1944

 

27 gennaio Giorno della memoria. Per non dimenticare

 

 

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Smaglianti
gli ultimi crisantemi d’autunno
lego in un mazzo

                                                Momoko Kuroda

                             

 

 

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Ha messo chiome il bosco d’autunno.
Vi dominano buio, sogno e quiete.
né scoiattoli, nè civette o picchi
lo destano dal sogno.
E il sole pei sentieri dell’autunno
entrando dentro quando cala il giorno
si guarda intorno bieco con timore
cercando in esso trappole nascoste
 
                                       Boris Pasternak
 
 
Isaak Levitan 1860-1900
By the Deep Waters, 1892
Tretyakov Gallery, Mosca
 

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Agosto,
controluce a tramonti
di pesca e zucchero
e il sole dentro la sera
come il nocciolo nel frutto.

La pannocchia serba intatta
la sua risata gialla e dura.

Agosto.
I bambini mangiano
pane nero e luna piena

                                                   

                                                     Federico Garcia Lorca

 

 

 

 

I fiori della lagerstroemia colorano il giardino d’estate e regalano cibo alle api operose e instancabili. Ma quando arriva il fhon e scuote con violenza gli alberelli, come è successo l’altra notte,  i fiori volano via nel vento. Al mattino c’era un tappeto rosa steso sull’erba.

Agosto avanza tra pause estive e lontananza dal computer, ed è ormai ferragosto.  Mi piacerebbe  rilassarmi tra i fiori del giardino, (che a ben guardare sono pochi e miserelli, solo la rosa pierre de ronsard dà grandi soddisfazioni e regala fioriture grandiose tutta l’estate). Un giardino fiorito ha bisogno di cure.

 

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La Margherita segue sommessa il Sole –
E quando il suo dorato percorso è concluso –
Siede timidamente ai suoi piedi –
Lui – svegliandosi – trova il fiore là –
Per quale ragione – Manigolda – sei qui?
Perché, Signore, l’amore è dolce!

Noi siamo il Fiore – Tu il Sole!
Perdonaci, se non appena i giorni declinano –
Ci avviciniamo furtive a Te!
Innamorate del morente Occidente –
Della pace – del volo – dell’ametista –
Delle possibilità della notte!

The Daisy follows soft the Sun –
And when his golden walk is done –
Sits shyly at his feet –
He – waking – finds the flower there –
Wherefore – Marauder – art thou here?
Because, Sir, love is sweet!

We are the Flower – Thou the Sun!
Forgive us, if as days decline –
We nearer steal to Thee!
Enamored of the parting West –
The peace – the flight – the amethyst –
Night’s possibility!

                                                                Emily Dickinson              F161 (1860)

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Giardino inglese

Come un lampo – rividi quel sentiero
fra le magnolie. E mi toccò il pensiero
che la nicchia nell’edera ancora
non avesse scordato la mia schiena,
che il nido di verbena
non si fosse riavuto.
Da poco era piovuto, e i grandi fiori
dissetati splendevano, che un tempo
come piccoli pugni si serravano
per resistere a un marzo di gran vento.
Passando, in un barbaglio lo rividi.
O mi parve. Talora la memoria
volta lo specchio:
non più frecciabersaglio.

 

Fernanda Romagnoli
Il tredicesimo invitato

Aldo Garzanti Editore 1980

 

 

A London garden,    1904

Thomas Matthew Rooke  (!842 – 1942)

da Artcyclopedia 

 

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