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Prendete della buona salsiccia e tagliatela della lunghezza di 2-3 centimetri. Fatela cuocere con uno spicchio d’aglio in una padella appena unta di olio.
Mentre la salsiccia cuoce, tagliate il ciuffo delle foglie che cucinerete a parte, sbucciate le rape e tagliatele a cubetti non troppo piccoli. In una padella antiaderente farle leggermente dorare con un poco di  olio d’oliva. Continuate la cottura adagio con due cucchiai di acqua se necessario.  Devono diventare tenere ma i cubetti non devono disfarsi. Cospargete con qualche cucchiaio di zucchero, mescolate  e lasciate caramellare. Servite subito le rape ben calde accompagnate dai tocchetti di salsiccia.

Ci sono rape nel nostro orto grosse e carnose,  di un bel colore violetto. La rapa, della stessa famiglia del cavolo, è un  ortaggio della cucina povera tradizionale. Fin dal medioevo le rape sono state la base dell’alimentazione contadina in inverno anche grazie al loro lungo periodo di conservazione. E’ una verdura che ama il clima freddo per questo è diffuso e consumato nel nord Europa, soprattutto in Scozia, Olanda e Francia.
Della rapa non si spreca nulla, si consuma sia la radice che le foglie. La polpa bianca e croccante ha un sapore dolceamaro, a volte un pò pungente, un sapore particolare che non piace a tutti. Alcune persone mi guardano stupite e mi dicono:” Ma tu mangi le rape?!” e forse  non le hanno mai assaggiate. Al mercato sono vendute per lo più dai contadini. Caterina,  che arriva da Montà d’Alba, ne porta sempre una cassettina, ma a comprarle sono le donne di una certa età.

 

Curiosità e Virtù della rapa

La rapa, nome scientifico Brassica rapa, viene raccolta in primavera o in autunno, a seconda della varietà. La buccia è bianca, ma alcune varietà hanno sfumature violacee. Da non confondere con la rapa rossa che è la barbabietola, nè con la cima di rapa,  che viene coltivata per l’uso delle infiorescenze e delle foglie.
Ha un alto contenuto di acqua, circa il 90%, contiene molta vitamina C ma è di scarso valore nutritivo

La rapa di Caprauna, di presidio Slowfood, è di una dolcezza particolare. Caprauna è un  paesino piccolissimo dell’alta Val Tanaro situato a 900 mt. di altezza tra Piemonte e Liguria. Sul territorio sono presenti antichi terrazzamenti retti da muretti di pietra a secco. Dopo il primo raccolto di cereali i contadini seminavano sulle stoppie le rape, che venivano raccolte nel periodo invernale e vendute nei mercati della Val Tanaro e della vicina Liguria dove erano conosciute per la loro dolcezza. Le foglie in dialetto denominate “gambe” ( le piante secche) venivano bruciate la sera di S. Giovanni davanti alle abitazioni e la cenere cosparsa sull’uscio per tenere lontane le formiche.

La rapa ha un’azione mucolitica, se assunta centrifugata con un cucchiaino di miele è un ottimo rimedio contro la tosse  

 

 

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