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Mancava un dolce vegan accanto a quelli tradizionali. Una crostata reparata senza il classico panetto di burro è più leggera e digeribile e altrettanto buona  di  quella tradizionale a cui siamo abituati. La base diventa morbida e friabile. In questa ricetta è utilizzato il malto d’orzo  che dona un piacevole sapore amarognolo e il colore di caramello. A chi piace il sapore dolce può sostituire l’orzo con il malto di grano o di riso.

Ingredienti: 250 g di farina, 80 g di zucchero, 2 cucchiai di malto d’orzo (o in alternativa malto di grano), 3 cucchiai di olio di semi di girasole bio, 1/2 bicchiere scarso di latte di soia o succo di mela, buccia di limone grattata, un pizzico di sale, 1 pera, 1 vasetto di marmellata di pere

In una terrina mescolate farina, zucchero, buccia di limone grattata, sale. Aggiungete l’olio,  il malto d’orzo e impastate aiutandovi con poco latte o succo di mela. Otterrete un impasto liscio ed elastico. Fate una palla, poi stendetela con il matterello tra due fogli di carta forno e ricoprite il fondo di una teglia imburrata. Stendete sulla pasta la marmellata e guarnite con una pera tagliata a fette spesse fatte dorare 5 minuti in padella con una noce di burro di soia.

Infornate in forno caldo a 180° e fate cuocere per 30. minuti.

Nota
Nelle ricette vegane il malto di grano, di riso, d’orzo  è usato come dolcificante in aggiunta o sostituzione dello zucchero. Ha la consistenza, la densità e il colore del miele. E’ possibile acquistarlo nei negozi di prodotti vegetariani e biologici.

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Nel frutteto, dopo l’abbondante raccolta di prugne nel mese di  luglio,  le piccole e deliziose  Mirabelle , è ora  il tempo delle pere. Abbondanza di pere sui rami, di frutta matura che cade nell’erba, di vespe e calabroni che ronzano attorno  e banchettano. Non sono perfette e levigate come quelle esposte sui banchi di frutta, anzi alcune sono piccole e bruttine  e quasi tutte hanno il vermetto. A nessuno verrebbe mai voglia di comprarle.  

Però sono buone. Stacco una pera e me la gusto. E’ dolce, succosa e croccante.

Ne ho raccolto delle ceste nelle ultime settimane. Le ho preparate sciroppate nelle burnìe, ho fatto la marmellata, le ho cotte con  vino e  cannella, le ho tagliate a pezzi e poi surgelate da cuocere quest’inverno.

 

 

Qualche tempo fa nella  rubrica Saper Spendere  su La Stampa, che da tanto tempo  è diventata una mia fonte di ricette, era stata pubblicata questa ricetta della torta di pere, simile nell’ aspetto e per alcuni  ingredienti a quest’altra torta di mele. La turta ad ciappe appartiene alla vecchia tradizione culinaria del Piemonte e in particolare del Monferrato. La parola piemontese ciappe significa chiappe e indica la forma di un tipo di pera:  Abate Fètel.

Questa la ricetta.

 

Torta di pere cioccolato e uvetta

                                 (turta ad ciappe)

Occorrono: kg. 1,600 di pere pulite senza buccia nè torsolo, 170 g di amaretti, 3 uova, 3 cucchiai di cacao amaro, 2 cucchiai di farina, 2 cucchiai di zucchero,  una manciata di uvetta, 2 cucchiai di rum, fiocchetti di burro

Tagliate a pezzetti le pere, fatele cuocere su fiamma bassa con due cucchiai di acqua, rimestate spesso sino a che siano quasi asciutte e sfatte. Per facilitare la cottura usate quelle più morbide e mature e fate asciugare tutto il liquido che rilasciano. Lasciate intiepidire poi schiacciatele con una forchetta  in modo che ne rimangano pezzetti interi. Mettetele in un recipiente e unite gli amaretti sbriciolati, le uova il cacao la farina lo zucchero e l’uvetta ammollata nel rum. Amalgamate bene.

Versate il composto in una tortiera imburrata o rivestita di carta forno, livellate, sbriciolate sulla superficie 4-5 amaretti e spargete fiocchetti  di burro. Infornate per 30 minuti a 160° e per altri 10 minuti a 180° per formare la crosticina.

Preparatela alla sera. E’ ottima il giorno dopo.

 

 

 

Buona domenica e buon inizio d’autunno a tutti !

 

 

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Ho tagliato a tocchetti 80 g di pane raffermo secco,  e sminuzzato 75 g di cioccolato fondente. In una ciotola ho versato 2 cucchiai di farina, 4 di zucchero e un pizzico di sale, ho unito 3 uova , 200 ml di panna liquida e 100 ml di latte; amalgamando bene con la frusta ho ottenuto un impasto molto fluido.

Ho sbucciato e affettato 2 pere Kaiser grosse e morbide.  Ho imburrato una teglia da forno di cm 24  e distribuito sul fondo le fette di pera tagliate sottili mescolate al pane a dadini e al cioccolato sminuzzato con il coltello, e annegato tutto quanto nella pastella liquida. Spolverizzato di cannella e cotto in forno a 170° per 40 minuti.

Va servito tiepido dal recipiente di cottura.

I pezzetti di pane mescolati al cioccolato formano  in superficie una crosticina  croccante che nasconde un interno morbido e cioccolatoso.

 

Buttiamo via il pane e tanti altri alimenti, ma un detto antico ci dice che “il pane di ieri è buono domani“. E allora facciamo una torta e utilizziamo il pane avanzato. Il cibo merita rispetto, ci nutre e ci conforta. Le nostre mamme e nonne vere massaie e donne di cucina, non sprecavano nulla e riutilizzavano tutti gli avanzi. Sono molte le ricette a base di pane raffermo, dagli gnocchi ai knödel tirolesi agli impasti salati, si può grattugiare o riutilizzare  nella preparazione di torte e  dolci. Al mattino la zuppa di pane e latte è una colazione sana e nutriente per i bambini, la  colazione preferita della mia infanzia.

 

 

  

 

Con questa  ricetta partecipo alla raccolta:

 

 

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